L'ossigeno disciolto nell'acqua - come misurarlo e cosa significa
Chiedete a chiunque si occupi di uno stagno, peschi o studi un fiume che cosa lo preoccupa di più durante una settimana calda e senza vento - e vi sentirete parlare di ossigeno. È una di quelle misure con una vera posta in gioco dietro: letteralmente tutto ciò che vive nell’acqua dipende dalla quantità di ossigeno disciolto. Pesci, larve di insetti, microrganismi che decompongono la materia - ciascuno respira lo stesso ossigeno disciolto nella colonna d’acqua.
Chi lo misura con regolarità - acquacoltori, pescatori attenti, studenti, ecologi, guardapesca - impara a leggere l’acqua come un barometro. Sa che di primo mattino, dopo una notte calda, l’ossigeno è ai minimi, e che è proprio allora che sopraggiungono i cali di ossigeno (morie di pesci). Trasformare questa intuizione in un numero concreto, annotato giorno dopo giorno, vi dà qualcosa di inestimabile: un’allerta precoce e una prova tangibile dell’evoluzione dell’acqua nel tempo. È una misura che salva davvero delle vite - nel corpo idrico.
Che cosa ci dice l’ossigeno disciolto
L’ossigeno entra nell’acqua da due fonti: dall’atmosfera (rimescolamento, vento, onde) e dalla fotosintesi di piante e alghe. Viene consumato, all’inverso, dalla respirazione degli organismi e dalla decomposizione della materia organica. Il risultato è il gioco di queste forze - per questo l’ossigeno risponde così finemente allo stato del corpo idrico.
Due cose vale la pena ricordare:
- La temperatura: un’acqua fredda contiene più ossigeno, un’acqua calda meno. D’estate l’ossigenazione cala per la sola fisica.
- Il ritmo giornaliero: di giorno la fotosintesi ossigena l’acqua (nel pomeriggio si può avere persino sovrasaturazione), di notte la respirazione lo consuma - è ai minimi di primo mattino. Un rilievo a ore diverse dà due numeri diversi.
Come si misura - due vie
Una sonda a ossigeno (elettrochimica od ottica) - la più rapida, per il campo. Immergete il sensore e ottenete un rilievo subito, di solito in mg/l e/o in % di saturazione. Richiede una taratura (il più delle volte nell’aria satura di vapore acqueo) e una membrana/sensore puliti.
Il metodo di Winkler - titolazione chimica classica, considerata la referenza di accuratezza. Il campione viene fissato sul campo con reattivi, e la determinazione si conclude con la titolazione. Più laboriosa, ma indipendente dalla taratura elettronica ed eccellente per controllare una sonda.
In entrambi i casi, annotate la temperatura insieme all’ossigeno - senza di essa il risultato è difficile da interpretare.
Che cosa significa il risultato
A titolo indicativo, per la maggior parte degli organismi acquatici:
- oltre circa 6-8 mg/l - buona ossigenazione;
- circa 2-4 mg/l - la zona di stress, in cui le specie indebolite e sensibili faticano;
- prossimo a 0 - condizioni anaerobie, un rischio reale di moria di pesci.
La % di saturazione, dal canto suo, vi dice quanto l’acqua si scosta dall’equilibrio con l’atmosfera: circa 100 % è l’equilibrio, valori ben superiori (sovrasaturazione) sopraggiungono di giorno in caso di fioritura, e inferiori - di notte e durante una decomposizione intensa.
Misurare con metodo - le insidie più comuni
- L’ora del giorno. A causa del ritmo giornaliero, misurare a ora fissa è cruciale. Un confronto di primo mattino vi dirà il massimo.
- La profondità. Nei laghi fertili e stratificati, l’ossigeno vicino al fondo può cadere a zero mentre è abbondante vicino alla superficie. Se possibile - misurate a più profondità.
- La taratura della sonda. Un sensore non tarato dà un numero grazioso ma falso.
- La sola superficie. Un rilievo del solo strato superiore può ingannare - la vita si svolge in tutta la colonna d’acqua.
Con quale frequenza
In stagione e durante le ondate di calore vale la pena verificare più spesso (a volte ogni giorno al mattino nei periodi critici), altrimenti - a ritmo settimanale regolare. Qui la regolarità paga davvero: una serie alla stessa ora rivela una tendenza che una misura singola non mostrerà.
Fonti e approfondimenti
Per l’interpretazione è utile fare riferimento ai documenti nazionali sul monitoraggio e la classificazione delle acque (dati e rapporti di ISPRA/ARPA, servizi idrometeorologici) e a una descrizione di come la solubilità dell’ossigeno dipenda dalla temperatura, che spiega le variazioni stagionali dell’ossigenazione.
Come semplificarsi il lavoro
L’ossigeno è una misura che dice il massimo in serie e a ora fissa - il che è proprio difficile da tenere su appunti volanti, soprattutto quando si misura all’alba, di fretta, al bordo dell’acqua.
LimnoLog vi solleva da questa parte:
- la registrazione direttamente sul telefono al bordo dell’acqua - anche senza rete (la sincronizzazione avviene al ritorno nella copertura);
- la misura va verso una stazione e una campagna, così che «la stessa ora, lo stesso posto» regge da solo;
- i rilievi si trasformano in un grafico - le variazioni giornaliere e stagionali sono visibili a colpo d’occhio, e i cali risaltano prima di diventare pericolosi;
- potete tenere più profondità in una stessa stazione, e condividere i risultati con un link o esportarli.
E, come al solito - con lo stesso sistema registrate, accanto all’ossigeno, la temperatura, il pH, la trasparenza o ogni altro parametro. Un unico insieme di dati invece di fogli di calcolo sparsi.
🧮 Strumento: Calcolatore di saturazione di ossigeno - dalla temperatura e dalla concentrazione potete determinare la percentuale di saturazione (con correzione di altitudine e salinità).
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