Portata di un fiume - come misurarla sul campo

Guida ai metodi · 16 giugno 2026

«Quanta acqua trasporta questo fiume?» - una domanda che ricorre in quasi tutti i temi legati all’acqua: dalla qualità e dal carico inquinante alla gestione dell’acqua e alla tutela della natura. E c’è qualcosa di molto concreto nel lavoro di chi sa rispondere: avanza nella corrente con un nastro e un mulinello e trasforma l’acqua che scorre in un unico numero, espresso in metri cubi al secondo.

È opera di idrologi, studenti degli indirizzi naturalistici e ingegneristici, operatori di monitoraggio, e sempre più dei gruppi di scienza partecipata che vegliano sui corsi d’acqua locali. La misura della portata, ripetuta regolarmente, permette di comprendere il regime di un fiume - come risponde alla pioggia e alla siccità, come cambia nel corso dell’anno. È un lavoro di campo solido e concreto, e il metodo è abbastanza ben consolidato perché chiunque possa impararlo.

Che cosa calcoliamo davvero

La portata (Q) è il volume d’acqua che scorre attraverso la sezione trasversale di un fiume nell’unità di tempo, espresso in m³/s. Nella forma più semplice: è l’area della sezione trasversale dell’alveo moltiplicata per la velocità media dell’acqua. Tutta l’arte consiste nel misurare accortamente entrambe.

Velocità-area (mulinello)Metodo del galleggiante
Attrezzaturamulinello o sonda ADV, rotella metrica, astagalleggiante, cronometro, metro
Che cosa misuravelocità in ogni verticale, a 0,6 della profonditàvelocità superficiale
Incertezzatipicamente 5-10% se eseguito correttamentedell’ordine del 20% e oltre
Tempo30-90 min per sezioneuna decina di minuti
Quando usarlomisura per una serie, per la scala di deflusso, per bilanci di caricoorientamento rapido, esercitazioni, ricognizione
NormaISO 748 (metodi velocità-area)ISO 748 - come misura della velocità superficiale

Il metodo dell’esplorazione del campo di velocità (più preciso)

È il metodo di campo classico, il più comunemente usato:

  1. Scegliere un tratto rettilineo e uniforme dell’alveo, dal fondo abbastanza regolare.
  2. Tendere un nastro di traverso e misurare la larghezza; dividere la sezione in verticali di misura - quante, si spiega più sotto. Collocare la prima e l’ultima verticale sui bordi dell’acqua (con profondità 0 se la sponda è inclinata): senza di esse il risultato copre solo il centro dell’alveo.
  3. A ogni verticale, misurare la profondità e la velocità dell’acqua con un mulinello idrometrico (un’elica conta i giri → velocità). La velocità media in una verticale si prende di solito a 0,6 della profondità dalla superficie (o mediando 0,2 e 0,8).
  4. Calcolare la portata come la somma per segmenti: per ogni fascia, area × velocità, poi sommare i risultati.

Quante verticali? Una regola verificabile dopo la misura: nessuna fascia dovrebbe portare più del 10 % della portata totale, meglio se non più del 5 % - il criterio della ISO 748:2021 (punto 7.1.2): 10 % come limite, 5 % come raccomandazione. Nel metodo delle sezioni mediane ogni verticale ha la propria fascia. La stessa norma indica un numero minimo raccomandato di verticali: almeno 15 per un alveo largo meno di 0,5 m, 20 tra 0,5 e 5 m e 22 per un alveo più largo. L’USGS di solito divide la sezione in circa 25-30 fasce. Conviene restringere le fasce dove l’acqua è più profonda e veloce - una spaziatura uguale ha senso solo se la portata si distribuisce in modo uniforme. Poche verticali bastano per una stima grossolana, non per una misura destinata a una serie o a una scala di deflusso.

Sezione trasversale di un fiume con verticali di misuraL’alveo è diviso in segmenti da verticali; in ogni verticale si misurano profondità e velocità, e la portata è la somma di area per velocità. 0,2 0,6 0,8 larghezza dell’alveo verticale di misura segmento velocità misurata a 0,6 della profondità Q = somma sui segmenti: area del segmento × velocità della sua verticale fondo dell’alveo
La portata non è una misura ma una somma su segmenti: conta più la suddivisione dell’alveo che una singola velocità in corrente.

Il metodo del galleggiante (semplice, indicativo)

Quando non si dispone di un mulinello, un galleggiante e un cronometro bastano:

  1. Delimitare un tratto di lunghezza nota su una sezione rettilinea del fiume.
  2. Misurare il tempo che il galleggiante impiega a percorrere questa distanza - in più punti della larghezza dell’alveo, non solo nella corrente principale; più prove, da mediare. Da lunghezza e tempo si ottiene la velocità di superficie.
  3. Moltiplicare per un coefficiente di correzione (la velocità di superficie è superiore alla media; spesso circa 0,85) e per l’area della sezione trasversale.

🧮 Strumento: Calcolatore di portata di un fiume (metodo delle sezioni mediane) - dalla profondità e dalla velocità nelle verticali successive il calcolatore ricava Q con il metodo delle sezioni mediane.

Il coefficiente dipende dall’alveo: più il fondo è scabro e l’acqua bassa, più la velocità superficiale si discosta dalla media:

AlveoCoefficiente
liscio, in calcestruzzo, profondo0,85-0,90
naturale, sabbioso-ghiaioso0,80-0,85
ciottoloso, basso, vegetato0,70-0,80

Senza certezze sul fondo si assume 0,85. L’intervallo 0,85-0,88 è il valore tipico secondo l’USGS (TM 3-A8); i valori più bassi per alvei bassi e scabri provengono da studi di campo e sono meno sicuri. È un metodo grossolano: buono per un orientamento rapido e per la didattica, meno accurato del mulinello. La sola scelta del coefficiente aggiunge una decina di punti percentuali di incertezza.

⚠️ Contrariamente a un’opinione diffusa, i galleggianti non sono fuori dalla normazione: il campo di applicazione della ISO 748 comprende esplicitamente la «misura della velocità superficiale, galleggianti inclusi». La norma però non li equipara al mulinello: il galleggiante dà la velocità superficiale e il passaggio alla media sulla verticale resta affidato al coefficiente. Non è quindi «nessuna norma», ma maggiore incertezza al suo interno.

Che cosa significa il risultato

Un valore isolato di Q indica quanta acqua scorre «all’istante». Il vero valore emerge in serie: misure ripetute compongono un’immagine del regime del fiume - piene, magre, variazioni stagionali. Combinate con il livello dell’acqua (asta idrometrica), costruiscono la famosa scala di deflusso, che permette di stimare Q dal solo livello.

Gli errori più frequenti

  • Un tratto sbagliato - meandri, soglie e turbolenze disturbano la misura; cercare un deflusso rettilineo e uniforme.
  • Troppo poche verticali - in un alveo irregolare, pochi punti non bastano. Dopo la misura si verifica che nessuna fascia porti più del 10 % della portata; in caso contrario, la volta successiva conviene infittire le verticali in quel punto.
  • Un risultato da galleggiante trattato come una misura con il mulinello - senza coefficiente sovrastima, perché il galleggiante misura la velocità in superficie, superiore alla media nella verticale. Con il coefficiente il risultato può essere troppo alto o troppo basso, perché il coefficiente stesso è incerto (una decina di punti percentuali). Un galleggiante lanciato solo nella corrente principale sovrastima comunque la portata.
  • Un sito variabile - confrontare misure della stessa sezione trasversale.

Con quale frequenza

In modo ciclico, a una sezione fissa - e in più a diversi livelli d’acqua (dopo la pioggia, in siccità), per cogliere tutta l’ampiezza del regime. La regolarità e una sezione fissa contano più della loro frequenza.

Fonti

  • Entrambi i metodi, velocità-area e galleggiante: ISO 748:2021 - Hydrometry. Measurement of liquid flow in open channels. Velocity area methods using point velocity measurements. Da lì provengono la regola della misura a 0,6 della profondità (o la media tra 0,2 e 0,8), la suddivisione in verticali, il criterio di fascia (fino al 10 % della portata) e il numero minimo raccomandato di verticali (punto 7.1.2); il campo di applicazione copre mulinelli, ADV, ADCP fissi e la misura della velocità superficiale, galleggianti inclusi. ⚠️ I materiali più vecchi citano l’edizione ISO 748:2007 (dal titolo «…using current-meters or floats»): è ritirata.
  • Scala di deflusso (relazione livello-portata): ISO 1100-2 - determinazione e verifica della scala di deflusso.
  • Dati di riferimento sul regime dei fiumi: i servizi idrologici nazionali pubblicano livelli e portate delle stazioni idrometriche.

📊 Guardalo dal vivo: Vistola - Varsavia (Nadwilanówka) - una dashboard pubblica alimentata dai dati del servizio idrologico polacco, aggiornata automaticamente ogni ora: livello e portata in un unico posto. Senza login - ecco come appare una serie tenuta con metodo.

Come semplificarsi il lavoro

Una misura di portata genera molti numeri insieme - larghezze, profondità e velocità a numerose verticali, più il livello d’acqua e la data. Sulla carta, è facile commettere un errore di calcolo e perdere le serie delle visite precedenti.

In LimnoLog questo insieme di numeri ha il suo posto:

  • le misure si registrano direttamente sul campo, anche offline, man mano che si avanza nella corrente;
  • tutto viene assegnato a una stazione e a una campagna, così che le campagne successive alla stessa sezione si confrontino con facilità;
  • un grafico emerge dalla serie - il regime del fiume, piene e magre sono visibili a colpo d’occhio;
  • si possono condividere i dati con un link o esportare per calcoli successivi.

Insieme alla portata si registrano anche temperatura, ossigeno e pH dello stesso fiume: un progetto, non un foglio di calcolo separato per ogni metodo.

I primi utenti godono per ora di un accesso gratuito e il cuore dell’applicazione resta per loro gratuito in modo duraturo (funzioni aggiuntive alle condizioni del programma Founder). Chi segue un fiume può dare un’occhiata e provare.

Da vedere nell’applicazione LimnoLog

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