Portata di un fiume - come misurarla sul campo

Guida ai metodi · 16 giugno 2026

«Quanta acqua trasporta questo fiume?» - una domanda che ricorre in quasi tutti i temi legati all’acqua: dalla qualità e dal carico inquinante alla gestione dell’acqua e alla tutela della natura. E c’è qualcosa di molto concreto nel lavoro di chi sa rispondervi: avanzando nella corrente con un nastro e un mulinello, trasformano l’acqua che scorre in un unico numero - dei metri cubi al secondo.

È opera di idrologi, studenti degli indirizzi naturalistici e ingegneristici, operatori di monitoraggio, e sempre più dei gruppi di scienza partecipata che vegliano sui corsi d’acqua locali. La misura della portata, ripetuta regolarmente, permette di comprendere il regime di un fiume - come risponde alla pioggia e alla siccità, come cambia nel corso dell’anno. È un lavoro di campo solido e concreto, e il metodo è abbastanza ben consolidato perché chiunque possa impararlo.

Che cosa calcoliamo davvero

La portata (Q) è il volume d’acqua che scorre attraverso la sezione trasversale di un fiume nell’unità di tempo, espresso in m³/s. Al più semplice: è l’area della sezione trasversale dell’alveo moltiplicata per la velocità media dell’acqua. Tutta l’arte consiste nel misurare accortamente entrambe.

Il metodo dell’esplorazione del campo di velocità (più preciso)

È il metodo di campo classico, il più comunemente usato:

  1. Scegliete un tratto rettilineo e uniforme dell’alveo, dal fondo abbastanza regolare.
  2. Tendete un nastro di traverso e misurate la larghezza; dividete la sezione in diverse fino a una decina di verticali di misura.
  3. A ogni verticale, misurate la profondità e la velocità dell’acqua con un mulinello idrometrico (un’elica conta i giri → velocità). La velocità media in una verticale si prende di solito a 0,6 della profondità dalla superficie (o mediando 0,2 e 0,8).
  4. Calcolate la portata come la somma per segmenti: per ogni fascia, area × velocità, poi sommate i risultati.

Più verticali ci sono, più il risultato è preciso - soprattutto in un alveo di profondità variabile.

Il metodo del galleggiante (semplice, indicativo)

Quando non avete un mulinello, un galleggiante e un cronometro bastano:

  1. Delimitate un tratto di lunghezza nota su una sezione rettilinea del fiume.
  2. Misurate il tempo che il galleggiante impiega a percorrere questa distanza (più prove, mediate) → velocità di superficie.
  3. Moltiplicate per un coefficiente di correzione (la velocità di superficie è superiore alla media; spesso circa 0,85) e per l’area della sezione trasversale.

È un metodo grossolano - perfetto per un orientamento rapido e la didattica, meno preciso di un mulinello.

🧮 Strumento: Calcolatore di portata di un fiume (metodo delle sezioni mediane) - inserite profondità e velocità per le verticali successive e calcoleremo Q con il metodo delle sezioni mediane.

Che cosa significa il risultato

Un Q isolato vi dice quanta acqua scorre «all’istante». Il vero valore emerge in serie: misure ripetute compongono un’immagine del regime del fiume - piene, magre, variazioni stagionali. Combinate con il livello dell’acqua (asta idrometrica), costruiscono la famosa scala di deflusso, che permette di stimare Q dal solo livello.

Gli errori più frequenti

  • Un tratto sbagliato - meandri, soglie e turbolenze disturbano la misura; cercate un deflusso rettilineo e uniforme.
  • Troppo poche verticali - in un alveo irregolare, pochi punti non bastano.
  • Considerare preciso il solo metodo del galleggiante - sovrastima, perché misura la velocità di superficie.
  • Un sito variabile - confrontate misure della stessa sezione trasversale.

Con quale frequenza

In modo ciclico, a una sezione fissa - e in più a diversi livelli d’acqua (dopo la pioggia, in siccità), per cogliere tutta l’ampiezza del regime. La regolarità e una sezione fissa contano più del numero di misure.

Fonti e approfondimenti

Il metodo è descritto nei manuali di idrologia e nelle norme di misura della portata mediante esplorazione del campo di velocità (per es. ISO 748); i dati e i rapporti sul regime dei fiumi sono tenuti dai servizi idrometeorologici nazionali.

Come semplificarsi il lavoro

Una misura di portata genera molti numeri insieme - larghezze, profondità e velocità a numerose verticali, più il livello d’acqua e la data. Sulla carta, è facile commettere un errore di calcolo e perdere le serie delle visite precedenti.

LimnoLog tiene tutto sotto controllo:

  • registrate le misure direttamente sul campo - anche offline, avanzando nella corrente;
  • tutto va verso una stazione e una campagna, così che le campagne successive alla stessa sezione si confrontino con facilità;
  • un grafico emerge dalla serie - il regime del fiume, piene e magre sono visibili a colpo d’occhio;
  • potete condividere i dati con un link o esportarli per calcoli successivi.

E, come sempre - lo stesso sistema con cui misurate la portata registra anche la temperatura, l’ossigeno, il pH o ogni altro parametro di un dato fiume. Un unico posto per tutto il vostro lavoro di campo sul corso d’acqua.

I primi utenti godono per ora di un accesso gratuito e conservano le loro funzionalità in modo duraturo. Se seguite il vostro fiume - date un’occhiata e provate.

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