Alghe e fioriture in uno stagno - come affrontarle
Un’acqua verde, alghe che tappezzano sponde e piante, una «schiuma» in superficie - è un problema comune degli stagni, soprattutto d’estate. Il più delle volte non è un caso ma il risultato di un eccesso di nutrienti e di luce. La buona notizia: si può ridurre affrontando la causa, non il solo sintomo.
Che cosa nutre le alghe
- i nutrienti (l’azoto, e soprattutto il fosforo) - da concimazione, ruscellamento, resti di mangime, foglie, deiezioni animali,
- molto sole e un’acqua calda,
- una scarsa profondità e uno scarso rimescolamento - favoriscono il riscaldamento e la stagnazione.
È lo stesso meccanismo dell’eutrofizzazione, solo su piccola scala.
Che cosa aiuta davvero
- Limitare l’apporto di nutrienti - è la base: meno concimazione nei dintorni, rimozione delle foglie e dei resti, un’alimentazione ragionata dei pesci.
- Piante concorrenti - la vegetazione acquatica (sommersa, galleggiante) priva le alghe di nutrienti e di luce.
- Ombra - piante di sponda o l’ombreggiamento di una parte della superficie limitano l’eccesso di sole.
- Aerazione e rimescolamento - migliorano l’ossigenazione e ostacolano la stagnazione.
- La rimozione meccanica delle alghe filamentose e della «schiuma».
Che cosa agisce sulla causa e che cosa solo sul sintomo
La maggior parte delle delusioni nasce dal giudicare un intervento sul sintomo con il metro di un intervento sulla causa, e viceversa. Questa tabella separa le due cose:
| Intervento | Agisce su | Quando si vede l’effetto | Condizione / rischio |
|---|---|---|---|
| Ridurre l’apporto di nutrienti (concimazione, foglie, mangime, deiezioni) | la causa | una stagione e oltre | l’unico duraturo; riguarda l’intorno dello stagno, non lo stagno |
| Piante concorrenti (sommerse, galleggianti) | la causa (nutrienti + luce) | settimane o mesi | troppa biomassa consuma essa stessa ossigeno di notte |
| Ombra (vegetazione di sponda, ombreggiare parte dello specchio) | un fattore trainante | la stagione in corso | non sostituisce la riduzione del fosforo |
| Aerazione e miscelazione | l’effetto (ossigeno) | subito | necessaria con molta biomassa, soprattutto di notte |
| Rimozione meccanica di alghe filamentose e schiuma | il sintomo | subito | la biomassa va portata via dallo stagno, altrimenti i nutrienti tornano con la decomposizione |
| Prodotti chimici «antialghe» | il sintomo | ore o giorni | la decomposizione massiva della biomassa consuma ossigeno: rischio reale di moria di pesci |
Regola pratica: ogni intervento sul sintomo compra tempo ma non cambia nulla: finché l’apporto di nutrienti resta lo stesso, lo stagno torna allo stato di partenza nel giro di una stagione.
Che cosa evitare
- Prodotti «anti-alghe» radicali senza diagnosi - possono esaurire l’ossigeno mentre la biomassa si decompone e aggravare la situazione (un rischio di moria di pesci).
- Agire solo sul sintomo - senza limitare l’apporto di nutrienti, il problema tornerà.
Attenzione: i cianobatteri
Se le «alghe» sono una fioritura di cianobatteri (schiuma, strie, odore) - siate prudenti (tossine) e procedete come nell’articolo Fioritura di cianobatteri - cosa fare.
In pratica
Il modo più semplice è agire a monte, osservando la trasparenza, l’ossigeno e i nutrienti nel corso della stagione. In LimnoLog potete tenere questi parametri in un unico posto e notare quando l’acqua comincia a «diventare verde», prima che il problema cresca.
Calcolatelo voi stessi
- 🧮 Calcolatore del TSI di CarlsonIndice di stato trofico a partire dalla trasparenza, dalla clorofilla a e dal fosforo totale.
Da vedere nell’applicazione LimnoLog
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