Alghe e fioriture in uno stagno - come affrontarle

Base di conoscenza · 7 agosto 2026

Un’acqua verde, alghe che tappezzano sponde e piante, una «schiuma» in superficie - è un problema comune degli stagni, soprattutto d’estate. Il più delle volte non è un caso ma il risultato di un eccesso di nutrienti e di luce. La buona notizia: si può ridurre affrontando la causa, non il solo sintomo.

Che cosa nutre le alghe

  • i nutrienti (l’azoto, e soprattutto il fosforo) - da concimazione, ruscellamento, resti di mangime, foglie, deiezioni animali,
  • molto sole e un’acqua calda,
  • una scarsa profondità e uno scarso rimescolamento - favoriscono il riscaldamento e la stagnazione.

È lo stesso meccanismo dell’eutrofizzazione, solo su piccola scala.

Che cosa aiuta davvero

  • Limitare l’apporto di nutrienti - è la base: meno concimazione nei dintorni, rimozione delle foglie e dei resti, un’alimentazione ragionata dei pesci.
  • Piante concorrenti - la vegetazione acquatica (sommersa, galleggiante) priva le alghe di nutrienti e di luce.
  • Ombra - piante di sponda o l’ombreggiamento di una parte della superficie limitano l’eccesso di sole.
  • Aerazione e rimescolamento - migliorano l’ossigenazione e ostacolano la stagnazione.
  • La rimozione meccanica delle alghe filamentose e della «schiuma».

Che cosa agisce sulla causa e che cosa solo sul sintomo

La maggior parte delle delusioni nasce dal giudicare un intervento sul sintomo con il metro di un intervento sulla causa, e viceversa. Questa tabella separa le due cose:

InterventoAgisce suQuando si vede l’effettoCondizione / rischio
Ridurre l’apporto di nutrienti (concimazione, foglie, mangime, deiezioni)la causauna stagione e oltrel’unico duraturo; riguarda l’intorno dello stagno, non lo stagno
Piante concorrenti (sommerse, galleggianti)la causa (nutrienti + luce)settimane o mesitroppa biomassa consuma essa stessa ossigeno di notte
Ombra (vegetazione di sponda, ombreggiare parte dello specchio)un fattore trainantela stagione in corsonon sostituisce la riduzione del fosforo
Aerazione e miscelazionel’effetto (ossigeno)subitonecessaria con molta biomassa, soprattutto di notte
Rimozione meccanica di alghe filamentose e schiumail sintomosubitola biomassa va portata via dallo stagno, altrimenti i nutrienti tornano con la decomposizione
Prodotti chimici «antialghe»il sintomoore o giornila decomposizione massiva della biomassa consuma ossigeno: rischio reale di moria di pesci

Regola pratica: ogni intervento sul sintomo compra tempo ma non cambia nulla: finché l’apporto di nutrienti resta lo stesso, lo stagno torna allo stato di partenza nel giro di una stagione.

Che cosa evitare

  • Prodotti «anti-alghe» radicali senza diagnosi - possono esaurire l’ossigeno mentre la biomassa si decompone e aggravare la situazione (un rischio di moria di pesci).
  • Agire solo sul sintomo - senza limitare l’apporto di nutrienti, il problema tornerà.

Attenzione: i cianobatteri

Se le «alghe» sono una fioritura di cianobatteri (schiuma, strie, odore) - siate prudenti (tossine) e procedete come nell’articolo Fioritura di cianobatteri - cosa fare.

In pratica

Il modo più semplice è agire a monte, osservando la trasparenza, l’ossigeno e i nutrienti nel corso della stagione. In LimnoLog potete tenere questi parametri in un unico posto e notare quando l’acqua comincia a «diventare verde», prima che il problema cresca.

Calcolatelo voi stessi

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