AQ/CQ nel monitoraggio - come assicurare l'affidabilità dei dati

Base di conoscenza · 19 luglio 2026

Il più bel grafico non vale nulla se non ci si può fidare dei dati che lo sottendono. Per questo il monitoraggio professionale poggia sull’AQ/CQ - assicurazione e controllo della qualità - un insieme di abitudini che proteggono l’affidabilità dei risultati. Vale la pena conoscerle anche quando si conduce un monitoraggio da soli.

AQ e CQ - due facce della stessa medaglia

  • AQ (assicurazione qualità) - ciò che facciamo in anticipo perché i dati siano buoni: la scelta dei metodi, le procedure, la formazione, il piano.
  • CQ (controllo qualità) - ciò con cui verifichiamo che sia effettivamente così: tarature, campioni di controllo, verifica degli strumenti tramite confronto di metodi.

Pratiche che fanno la differenza

  • La taratura della strumentazione - regolare, con campioni; un apparecchio non tarato è un errore ben presentato.
  • I bianchi - rilevano una contaminazione durante il prelievo/l’analisi.
  • I duplicati - misure ripetute mostrano la ripetibilità.
  • La catena di tracciabilità del campione - dal prelievo al laboratorio: etichettatura, conservazione, tempi (vedi prelievo e conservazione).
  • La costanza del metodo e del sito - senza di essa, i dati non sono confrontabili.

Ognuna di queste pratiche intercetta un tipo diverso di errore: per questo nessuna sostituisce le altre:

Pratica di CQQuale errore intercettaCon quale frequenza
Taratura con standardderiva e scostamento della scala dello strumentoprima di una serie di misure; le sonde da campo più spesso, secondo il costruttore
Biancocontaminazione introdotta da attrezzatura, acqua di risciacquo o trasportouna volta per lotto di campioni
Duplicatodispersione casuale: ripetibilità di campionamento e determinazionetipicamente il 5-10 % dei campioni (convenzione dei programmi di monitoraggio)
Campione di controllo a concentrazione notaerrore sistematico del metodo (sovra o sottostima)periodicamente, secondo il piano di AQ
Catena di custodiatempo di conservazione superato, mancata stabilizzazione, campioni scambiatiogni campione consegnato al laboratorio
Revisione dei dati prima dell’elaborazionerefusi, unità confuse, valori fisicamente impossibiliprima di ogni rapporto

⚠️ La taratura non intercetta la contaminazione e il bianco non intercetta la deriva. L’errore più comune nei programmi piccoli è fermarsi a una sola pratica - di solito la taratura - e considerare la qualità «garantita». La taratura risponde soltanto del fatto che lo strumento misuri bene ciò che gli è stato dato.

Concetti da comprendere

  • L’incertezza di misura - ogni risultato ha un «margine»; riportarla è un segno di affidabilità.
  • Il limite di quantificazione - il più piccolo valore che un metodo può misurare in modo affidabile; al di sotto, il risultato si riporta per convenzione (non come «0»).
  • L’accreditamento (ISO/IEC 17025) - una conferma formale della competenza di un laboratorio; importante quando i dati hanno una portata ufficiale.

La convalida dei dati

Prima che un risultato entri nelle sintesi, vale la pena rileggerlo: valori irrealistici, refusi, errori di unità. È un passaggio semplice che recupera buona parte degli errori.

In pratica

Una parte del CQ è facilitata dallo strumento stesso. In LimnoLog, i dati hanno una struttura uniforme (stazioni, campagne, unità), e la modalità approvazione di campagna permette di rileggere e «chiudere» i dati prima di includerli in un rapporto. Su come presentare dati verificati, scriviamo nell’articolo Un rapporto di monitoraggio.

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