Stato ecologico vs stato chimico delle acque - qual è la differenza
È uno dei fraintendimenti più frequenti nella lettura delle valutazioni delle acque: lo stato ecologico e lo stato chimico vengono a volte confusi o presi per uno solo. Sono invece due valutazioni distinte, fatte secondo criteri diversi e su scale diverse - ed è solo insieme che danno l’immagine completa di un corpo idrico. Comprendere questa differenza aiuta molto a interpretare i risultati del monitoraggio.
| Stato ecologico | Stato chimico | |
|---|---|---|
| Domanda | come funziona l’ecosistema? | sono stati superati i limiti per le sostanze pericolose? |
| Scala | 5 classi: elevato → cattivo | 2 classi: buono / non buono |
| Che cosa decide | elementi biologici (fitoplancton, macrofite, invertebrati, pesci), supportati da fisico-chimica e idromorfologia | concentrazioni delle sostanze prioritarie rispetto agli SQA |
| Punto di riferimento | condizioni di riferimento del tipo di corpo idrico | un valore comune a tutta l’UE |
| Tipo di valutazione | un gradiente - si può graduare | un test di conformità - rispettato o no |
| Base giuridica | DQA 2000/60/CE, allegato V | direttiva 2013/39/UE |
| Per i corpi fortemente modificati | si valuta il potenziale ecologico | invariato - valutazione identica |
Lo stato ecologico - sul funzionamento dell’ecosistema
Lo stato ecologico vi dice quanto bene l’acqua vive: se il suo ecosistema è prossimo allo stato naturale. Si valuta in cinque classi (elevato → cattivo), e il risultato è deciso anzitutto dagli organismi (elementi biologici), sostenuti da indicatori fisico-chimici e idromorfologici. È una valutazione «della vita nell’acqua» - sensibile, tra l’altro, all’eutrofizzazione, all’alterazione dell’alveo o alle perturbazioni del deflusso.
Lo stato chimico - su sostanze precise
Lo stato chimico guarda altro: la presenza di sostanze prioritarie e di altri inquinanti particolarmente pericolosi (per es. metalli pesanti, IPA, certi pesticidi), valutata rispetto agli standard di qualità ambientale (SQA). La scala qui è più semplice - due classi: buono o non buono. È una valutazione «di ciò che è disciolto e pericoloso», indipendente dalla ricchezza della vita nell’acqua.
Perché separatamente
Perché queste due cose non vanno necessariamente di pari passo. Un fiume può avere un buono stato chimico (nessun superamento delle sostanze prioritarie) e al tempo stesso uno stato ecologico sufficiente - per es. a causa di un eccesso di nutrienti o di un alveo arginato. Accade anche l’inverso. Separare le valutazioni permette di circoscrivere con precisione il problema e di scegliere le misure giuste.
Come si combina in un tutto
Lo stato complessivo di un corpo idrico è il peggiore dei due risultati - «buono» solo quando entrambi sono almeno buoni (il principio del «peggiore elemento decide»).
Una nota sui concetti: per le acque fortemente modificate e artificiali si valuta, invece dello stato ecologico, il potenziale ecologico. Lo stato chimico si valuta allo stesso modo, che il corpo idrico sia naturale o modificato.
Fonti
- Direttiva quadro sulle acque - direttiva 2000/60/CE, allegato V (definizioni delle classi e degli elementi di qualità).
- Sostanze prioritarie e SQA - direttiva 2013/39/UE.
- Le soglie nazionali di classificazione sono fissate dalla normativa attuativa e vengono aggiornate più spesso della direttiva stessa: per questo non le riportiamo qui.
In pratica
Entrambe le valutazioni poggiano su misure sistematiche - biologiche e fisico-chimiche - condotte in punti fissi e confrontate nel tempo. Se raccogliete voi stessi tali dati, LimnoLog vi permette di tenerli in un unico posto, con valori guida per i diversi indicatori. Di più sulle singole misure nella Guida ai metodi; su di cosa si compone lo stato ecologico - nell’articolo sugli elementi della valutazione.
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