La statistica nel monitoraggio - rilevare tendenze e correlazioni
«Sembra che stia salendo» non basta - nel monitoraggio vale la pena verificare numericamente se una tendenza è reale e se gli indicatori sono effettivamente legati. Ciò non richiede statistiche avanzate; bastano alcuni metodi collaudati e la consapevolezza delle insidie comuni.
C’è una tendenza
- Il test di Mann-Kendall - un test di tendenza non parametrico diffuso, che gestisce bene i dati ambientali (non richiede una distribuzione normale e sopporta i valori anomali).
- La pendenza di Sen - una misura della velocità di cambiamento, robusta ai valori anomali.
Insieme, rispondono alle domande «sta salendo/scendendo» e «a quale velocità».
Gli indicatori sono legati
- La correlazione di Pearson - una relazione lineare,
- La correlazione di Spearman - una relazione monotona (di rango), più robusta ai valori estremi.
Aiutano, per esempio, a confermare che l’ossigeno cala quando la temperatura sale, o che la torbidità sale dopo la pioggia (vedi combinare con i dati pubblici).
Le insidie più frequenti
- La stagionalità che si spaccia per tendenza - rimuovete o tenete prima conto del ritmo annuale (vedi serie temporali).
- L’autocorrelazione - misure successive possono dipendere dalle precedenti; gonfia la «significatività».
- Correlazione ≠ causa - un legame tra due indicatori non prova che l’uno causi l’altro.
- Lacune e valori sotto la soglia - influiscono sui risultati; vanno trattati con consapevolezza.
Con che cosa calcolarlo
Analisi semplici si fanno in Excel, più complesse in R o STATISTICA - la chiave sono dati ben preparati.
In pratica
Il punto di partenza è una serie ordinata e continua. In LimnoLog le misure formano subito grafici (con un confronto delle stagioni), il che permette un giudizio preliminare della tendenza e delle relazioni, e per statistiche più pesanti potete esportare i dati pronti per l’elaborazione.
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