Il disco di Secchi - come misurare la trasparenza dell'acqua
C’è qualcosa di affascinante nella più semplice delle misure. Un disco bianco all’estremità di una lenza, la superficie calma di un lago al mattino, qualcuno chino oltre il bordo di una barca, lo sguardo immerso nell’acqua - e questo è tutto. Nessuna elettronica, nessuna taratura. Eppure questo solo gesto, ripetuto dal 1865, costruisce alcune delle più lunghe e preziose serie di dati sullo stato delle nostre acque.
È opera di studenti in tirocinio di campo, di residenti che vegliano sul loro lago, di club scientifici, di ecologi e di volontari della scienza partecipata. Sono spesso proprio loro - chi torna con regolarità alla stessa acqua - a notare per primi che qualcosa cambia: che l’acqua «fiorisce» prima di prima, che si intorbida dopo forti piogge. Un rilievo al disco di Secchi trasforma questa attenzione in un numero confrontabile - nel tempo, tra corpi idrici, tra persone. È un lavoro solido e ricco di senso, accessibile letteralmente a chiunque.
In che cosa consiste davvero questa misura
Il disco di Secchi misura la trasparenza dell’acqua - la profondità alla quale il disco bianco scompare alla vista. Più in profondità vedete il disco, più l’acqua è limpida.
È un indicatore semplice, ma sorprendentemente ricco: la trasparenza cala per tre cose insieme - le alghe (fitoplancton), il materiale in sospensione (particelle di suolo e sedimento) e la materia organica disciolta che colora l’acqua. Ecco perché la profondità di Secchi è uno dei segnali classici dello stato trofico di un lago - quanto è «fertile» e incline alle fioriture.
Che cosa vi serve
- Un disco di Secchi - un piatto rotondo di circa 20-30 cm di diametro. Negli studi lacustri è il più delle volte bianco e nero (quattro quarti alternati, contrasto migliore); la versione oceanografica è a volte tutta bianca.
- Una lenza graduata ogni 10 cm (o un metro a nastro fissato alla lenza) e una zavorra, perché il disco scenda in verticale.
- Un accesso alla colonna d’acqua - una barca, un pontile o una passerella. Eseguite la misura sopra un punto abbastanza profondo perché il disco scompaia prima di toccare il fondo.
Come eseguire la misura - passo dopo passo
- Scegliete un punto fisso (lo stesso a ogni visita) e un’ora vicina a mezzogiorno (circa 10-14), quando il sole è alto.
- Misurate dal lato in ombra della barca/del pontile e togliete gli occhiali da sole - tagliano i riflessi ma falsano la valutazione.
- Calate lentamente il disco fino a non vederlo più. Annotate questa profondità.
- Risollevatelo lentamente finché non riappare. Annotate la seconda profondità.
- Il risultato = la media di questi due valori, espressa in metri (per es. 2,3 m).
Tutto il fascino del metodo risiede nella ripetibilità: lo stesso disco, lo stesso punto, la stessa ora - e rilievi di anni fa dialogano con quelli di oggi.
Che cosa significa il risultato
La profondità di Secchi è un’immagine indicativa della fertilità dell’acqua. I valori sono illustrativi e dipendono dal tipo di corpo idrico, ma in linea di massima:
- oltre circa 4 m - acqua limpida, in genere povera di nutrienti (oligotrofia);
- circa 2-4 m - uno stato intermedio (mesotrofia);
- sotto circa 2 m - acqua fertile, incline alle fioriture (eutrofia).
Un rilievo isolato dice poco - il vero valore è nella tendenza. Una trasparenza che cala di anno in anno, o «crolli» primaverili sempre più precoci, sono segnali visibili solo in una serie di misure.
Gli errori più frequenti
- Ora e meteo variabili - un rilievo in pieno sole e uno al crepuscolo sono due numeri diversi. Attenetevi a condizioni coerenti.
- Onde e increspature - con vento, il rilievo «sfugge». Meglio misurare su una superficie calma.
- Osservatori diversi - ogni occhio vede un po’ diversamente. Annotate chi ha misurato; su una serie lunga, aiuta.
- Troppo poco profondo - se il disco tocca il fondo prima di scomparire, la misura è invalida (vi dice solo «il fondo è visibile»).
Con quale frequenza
In stagione vegetativa (circa dalla primavera all’autunno), un ritmo ogni 1-2 settimane è prezioso - cogliete allora le fioriture e il loro declino. Fuori stagione, meno spesso basta. Ciò che conta di più è la regolarità e le stesse condizioni, non il numero di misure.
Fonti e approfondimenti
È utile fare riferimento ai documenti nazionali sulla classificazione e il monitoraggio delle acque e alla descrizione dell’indice di stato trofico (TSI di Carlson), che collega la trasparenza di Secchi al contenuto di clorofilla e di fosforo. Consente di ricollocare i rilievi in un contesto più ampio.
Come semplificarsi il lavoro
La misura in sé è di una semplicità elementare - il suo valore cresce solo quando i rilievi formano una serie continua e ordinata. Ed è di solito lì che iniziano i guai: appunti in fondo allo zaino, foto di scarabocchi, fogli di calcolo che poi nessuno unisce.
LimnoLog è stato costruito perché questa parte sparisca dalla vostra mente:
- registrate il rilievo sul telefono al bordo dell’acqua - anche senza rete (i dati si sincronizzano verso il cloud al ritorno nella copertura);
- ogni misura va verso una stazione e una campagna, così che «lo stesso punto, la stessa ora» si gestisce da solo;
- un grafico di tendenza compare subito a partire dalla serie - vedete se la trasparenza sale o scende;
- potete condividere i risultati con un link pubblico (ideale per i gruppi e le comunità rivierasche) o esportarli verso Excel.
E poiché LimnoLog non si limita al disco di Secchi - con lo stesso sistema registrate l’ossigeno, il pH, la temperatura o ogni altro parametro che seguite. Un unico posto per tutto il vostro lavoro di campo.
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