Analisi di serie temporali nel monitoraggio

Base di conoscenza · 15 luglio 2026

Nel monitoraggio ambientale, un rilievo isolato significa poco - la vera conoscenza nasce quando le misure formano una serie temporale. Solo una serie mostra se qualcosa sale, scende, torna ogni anno, o ha improvvisamente «fatto un balzo». Vale la pena sapere cosa cercare in un tale grafico.

Tre cose che leggiamo in una serie

  • La tendenza - la direzione a lungo termine (per es. una concentrazione di fosforo che sale lentamente nel corso degli anni). Risponde alla domanda «sta migliorando o peggiorando».
  • La stagionalità - un ritmo annuale o giornaliero che si ripete (per es. i minimi estivi di ossigeno, i cali notturni, le fioriture primaverili). Va riconosciuta per non confonderla con una tendenza.
  • Le anomalie - scarti isolati, insoliti (per es. un picco di torbidità dopo forti piogge). Alcuni sono eventi reali, altri errori di misura.

Strumenti di interpretazione - con nome e condizioni d’uso

DomandaMetodoQuanti dati servonoA che cosa fare attenzione
C’è una tendenza?test di Mann-Kendall (non parametrico, robusto verso valori anomali e distribuzioni non normali)in pratica da n ≥ 8-10 punticon dati correlati nel tempo sottostima p (vedi sotto)
Quanto è forte?pendenza di Sen (mediana delle pendenze di tutte le coppie di punti)come sopradà la variazione per unità di tempo, non la «significatività»
Stagione o cambiamento?confronto anno su anno per lo stesso mese≥ 2-3 cicli completi (24-36 punti mensili)una sola stagione non basta per alcuna conclusione
Smussare il rumoremedia mobile con finestra pari al ciclo completo (12 mesi per dati mensili)la finestra più alcuni puntiuna finestra più corta non elimina la stagionalità, la sfuma soltanto
Questo punto è un’anomalia?carta di controllo I-MR (Shewhart)≥ 20-25 punti per limiti attendibilii limiti si calcolano da un periodo stabile, non da tutta la serie
Due parametri vanno insieme?correlazione di Spearman (per ranghi - non assume linearità)n ≥ 10-15correlazione ≠ causa; attenzione anche all’ambito spaziale

I limiti di una carta I-MR non si calcolano dalla deviazione standard dell’intera serie, ma dal range mobile: σ̂ = MR̄ / 1,128 (costante d₂ per finestra a due elementi), e i limiti sono media ± 3σ (di attenzione ± 2σ). Il dettaglio conta: la deviazione standard dell’intera serie contiene tendenza e stagione, quindi i limiti diventerebbero così ampi da non rilevare nulla.

⚠️ Un’insidia di cui si scrive poco: i dati ambientali sono correlati nel tempo. Una sonda che misura ogni 15 minuti non fornisce 96 osservazioni indipendenti al giorno - la lettura successiva ripete in larga parte la precedente. I test di significatività assumono indipendenza, perciò su dati a cadenza fitta restituiscono una significatività gonfiata: p = 0,002 può diventare p = 0,064 - risultato non significativo - dopo la correzione per autocorrelazione (per esempio la correzione di Hamed-Rao per Mann-Kendall, oppure una numerosità efficace n_eff). Un mese di misure ogni 15 minuti può valere n_eff ≈ 5, non 2880.

Gli errori più frequenti

  • Confondere stagionalità e tendenza - «in aumento» a luglio non significa «in aumento di anno in anno».
  • Intervalli irregolari / lacune - influiscono sulle medie e sui grafici; è meglio contrassegnarli, non mascherarli.
  • Reagire a un punto isolato - un’anomalia è confermata solo dalla misura successiva o dal contesto.
  • Un asse temporale «categoriale» - le date devono essere trattate come tempo (proporzionalmente), non come etichette.
  • Mescolare stazioni in un’unica serie - dati di più siti incollati insieme descrivono un gradiente spaziale, non un processo nel tempo; può perfino invertire il segno della relazione.
  • Scambiare la cadenza fitta per un campione più grande - vedi sopra: il numero di righe non è il numero di informazioni indipendenti.

Fonti

  • Test di Mann-Kendall: Mann H.B. (1945), Nonparametric tests against trend, “Econometrica” 13(3): 245-259, doi:10.2307/1907187; Kendall M.G. (1975), Rank Correlation Methods.
  • Pendenza di Sen: Sen P.K. (1968), Estimates of the regression coefficient based on Kendall’s tau, “Journal of the American Statistical Association” 63(324): 1379-1389, doi:10.1080/01621459.1968.10480934.
  • Correzione per autocorrelazione: Hamed K.H., Rao A.R. (1998), A modified Mann-Kendall trend test for autocorrelated data, “Journal of Hydrology” 204(1-4): 182-196, doi:10.1016/S0022-1694(97)00125-X.
  • Carte di controllo e costante d₂: metodologia SPC classica (Shewhart); la costante 1,128 vale per il range mobile con finestra 2.

In pratica

Una buona analisi parte da una serie ordinata e continua in punti fissi. In LimnoLog, le misure formano subito grafici nel tempo (con un’opzione di confronto delle stagioni), e l’insieme completo di dati potete esportarlo verso Excel o prepararlo per un’analisi statistica quando avete bisogno di metodi più avanzati.

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