Torbidità dell'acqua - come misurarla e cosa significa (NTU/FNU)
Un solo acquazzone basta a rendere lattiginoso o bruno un ruscello fino ad allora limpido. Questo cambiamento, visibile a occhio nudo, ha il suo numero - e chi lo misura con regolarità può leggere la storia del bacino: quando il suolo è stato dilavato dai campi, quando una fioritura è cominciata, quando qualcuno ha smosso l’acqua a monte. La torbidità è uno dei parametri più intuitivi e al tempo stesso utili: semplice da cogliere, eppure eloquente.
Si misura con un torbidimetro o con un semplice tubo di torbidità che anche i bambini possono usare in laboratorio. In entrambe le versioni mostra la stessa cosa: la risposta dell’acqua a ciò che accade nel bacino - spesso più in fretta di ogni altro parametro.
Che cos’è la torbidità
La torbidità è l’«intorbidamento» ottico dell’acqua causato dal materiale in sospensione - particelle di suolo, di limo, di plancton, di materia organica. Non è la stessa cosa della concentrazione di materiale in sospensione, ma un buon indicatore rapido di essa. Più le particelle diffondono la luce, più la torbidità è elevata.
Si esprime in unità NTU o FNU (il metodo a fascio infrarosso secondo la ISO 7027 dà FNU). Una torbidità elevata dopo la pioggia segnala erosione e ruscellamento; una torbidità persistente - una fioritura o un apporto regolare di materiale in sospensione. La torbidità limita anche l’accesso della luce nella colonna d’acqua, quindi conta per la vita.
Come misurarla - due vie
Un torbidimetro (nefelometro) - uno strumento che misura la luce diffusa a 90°.
- Tarare l’apparecchio con uno standard (formazina).
- Prelevare un campione in una cuvetta pulita, senza bolle; asciugare l’esterno della parete.
- Mescolare delicatamente e misurare subito - il materiale in sospensione decanta, quindi un ritardo sottostima il risultato.
Un tubo di torbidità - l’equivalente di campo, semplice, del disco di Secchi per i corsi d’acqua poco profondi: si versa acqua in un tubo trasparente munito di un contrassegno sul fondo e si scarica l’acqua fino a che il contrassegno diventa visibile; si legge l’altezza della colonna sulla graduazione. Economico, perfetto per la didattica e la scienza partecipata, benché meno preciso.
Che cosa significa il risultato
Ciò che dice di più è il cambiamento rispetto alla linea di base di una data acqua: se si conosce la torbidità tipica di quel corso d’acqua, un balzo improvviso dopo la pioggia o un intorbidamento persistente risalta subito. Un rilievo isolato vale meno della sua tendenza - e del suo legame con la pioggia o il ruscellamento.
| Ordine di grandezza | Situazione tipica |
|---|---|
| < 1 NTU | acqua trattata per il consumo (requisito di filtrazione della US EPA: ≤ 1 NTU, in pratica ≤ 0,3 NTU); un torrente montano pulito in magra |
| 1-10 NTU | acqua fluviale o lacustre tipica allo stato di base; un grande fiume di pianura nei giorni senza pioggia tende al limite superiore |
| > 10 NTU, persistente | la limitazione prolungata della luce danneggia la fotosintesi e gli organismi del fondo |
| decine o centinaia di NTU | picchi tipicamente brevi durante il ruscellamento dopo un acquazzone o in piena: non è un errore di misura |
Sono ordini di grandezza indicativi, non una norma di qualità: non esiste un’unica torbidità «buona» per un fiume, perché il fondo naturale varia tra bacini (sabbioso o argilloso, di pianura o di montagna). Il valore diagnostico sta nello scostamento dalla propria linea di base, non nel confronto con la tabella.
Gli errori più frequenti
- Bolle d’aria nella cuvetta - sovrastimano il rilievo.
- Una cuvetta graffiata o sporca - falsa la misura; tenerla pulita.
- Ritardo e decantazione - misurare un campione fresco, delicatamente mescolato.
- Nessuna taratura o una forte colorazione dell’acqua (interferenza) di cui non si tiene conto.
Con quale frequenza
Dice di più una serie regolare completata da misure in occasione di eventi (dopo gli acquazzoni, durante le fioriture) - è allora che la torbidità porta il massimo di informazione sul bacino. Un sito fisso e un’ora fissa contano qui quanto ovunque.
Confronta la torbidità tra date e stazioni
Per una serie di letture di torbidità, si annotano a ogni risultato la data, la stazione, l’unità (NTU o FNU), il metodo e il modello dello strumento. Due strumenti nella stessa unità - anche due modelli dello stesso produttore che danno entrambi FNU - possono differire dal 10% circa fino a qualche decina per cento, perché la lettura dipende dalla costruzione dell’ottica. Cambiare torbidimetro o metodo a metà serie sul grafico sembra un cambiamento dell’acqua. Prima di cambiare attrezzatura, conviene misurare per un po’ con entrambi in parallelo e segnare nella serie il momento del cambio. Il risultato di un tubo di torbidità (centimetri o NTU indicativi dalla scala del tubo) non va unito nella stessa serie alle letture di un torbidimetro. In LimnoLog è possibile importare il proprio foglio di calcolo, confrontare la serie su un grafico e preparare un report del periodo selezionato.
L’esempio qui sotto (dati sintetici, uno strumento e un metodo) presenta letture in date successive, con un grafico e un PDF dello stesso intervallo. Il confronto mostra le differenze tra le letture - non ne indicherà la causa.
Guarda un esempio di confronto delle misure
Fonti e approfondimenti
- Metodo: la norma UNI EN ISO 7027 (determinazione della torbidità) e i documenti di ISPRA/ARPA sul monitoraggio delle acque.
- Ordini di grandezza della tabella: requisito di filtrazione dell’acqua potabile secondo la US EPA (Monitoring & Assessment - Turbidity); valori tipici di torrenti e grandi fiumi: In-Situ - valori tipici di torbidità.
- Confrontabilità degli strumenti: Foster G.M. et al. (2021), Technical note - Relative variability of selected turbidity standards and sensors in use by the U.S. Geological Survey, USGS Open-File Report 2021-1009, doi:10.3133/ofr20211009.
- Cosa affiancare alla torbidità: la trasparenza (disco di Secchi) e il materiale in sospensione totale - insieme danno un’immagine più completa.
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