Classi e stato della qualità delle acque superficiali - come leggerli
Quando diciamo che un fiume è «in buono stato» e un lago «in stato sufficiente», ci riferiamo a un sistema coerente di valutazione derivato dalla Direttiva Quadro sulle Acque (DQA). Il suo obiettivo è che le acque raggiungano almeno un buono stato, e che risultati di luoghi e anni diversi siano confrontabili. Per chi assicura un monitoraggio o legge rapporti sull’acqua, la padronanza di questa «griglia di concetti» è fondamentale - senza di essa, i numeri degli studi sono difficili da interpretare.
La valutazione poggia su due pilastri: lo stato ecologico e lo stato chimico. Insieme, compongono lo stato complessivo di un corpo idrico - l’unità di base in cui la gestione dell’acqua è valutata e pianificata.
Lo stato ecologico - cinque classi
Lo stato ecologico descrive la prossimità dell’ecosistema al suo stato naturale, e si divide in cinque classi:
- elevato (I),
- buono (II),
- sufficiente (III),
- scarso (IV),
- cattivo (V).
È deciso anzitutto dagli elementi biologici (organismi che vivono nell’acqua), sostenuti da indicatori fisico-chimici e idromorfologici (di più in un articolo distinto).
Per le acque fortemente modificate e artificiali (per es. canali, invasi di sbarramento) si valuta, invece dello «stato», il potenziale ecologico (massimo / buono / sufficiente / scarso / cattivo) - perché il punto di riferimento qui non è un fiume naturale ma il miglior stato raggiungibile tenuto conto della particolare alterazione.
Lo stato chimico - due classi
Lo stato chimico riguarda la presenza di sostanze prioritarie e di altri inquinanti pericolosi (tra cui metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, certi pesticidi), valutata rispetto agli standard di qualità ambientale (SQA). Ci sono due classi:
- buono,
- non buono.
Lo stato complessivo - decide il peggiore
Lo stato complessivo di un corpo idrico è il peggiore dei due risultati: è buono solo quando lo stato ecologico e lo stato chimico sono (almeno) buoni. Ciò riflette il principio del «peggiore elemento decide» (one-out-all-out), che impedisce di «fare la media» dei problemi.
Dove cercare valutazioni e normativa
- Le autorità di monitoraggio (per es. il GIOŚ in Polonia; in Italia l’ISPRA e le ARPA) assicurano il monitoraggio e pubblicano le valutazioni dello stato delle acque.
- Le autorità dell’acqua (per es. le Autorità di distretto idrografico) gestiscono le acque e sono responsabili dei piani di gestione dei distretti.
- Le soglie dettagliate e il metodo di classificazione sono fissati nei testi normativi sulla classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali - è utile consultarne la versione in vigore.
In pratica
Dietro ciascuna di queste classi ci sono serie di misure di numerosi indicatori, che vanno prima raccolte e organizzate in modo affidabile. Se conducete il vostro monitoraggio, in LimnoLog potete registrare le misure con valori guida (per es. soglie pertinenti alla vostra valutazione) per ogni indicatore e vedere subito i superamenti. Sulle misure stesse, scriviamo nella Guida ai metodi - tra cui l’ossigeno, i macroinvertebrati e la trasparenza.
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